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I fatti mi cosano

Come già anticipato la settimana scorsa (da noi, non da Morgan a Porta a Porta, attenzione a non confondervi...), il Dipartimento per le Politiche Antidroga  ed il Sen. Carlo Giovanardi hanno lanciato il nuovo sito ministeriale dedicato all'annoso "problema droga": Droganews. (servizio del Tg2).

Sembra ieri, ci verrebbe da dire, infatti è passato solo un anno dall'attivazione del portale DrugFreeEdu.org (già lanciato in passato da un nostro editoriale) dedicato sostanzialmente agli stessi argomenti, anche se, almeno così dichiarano gli autori e curatori, rivolto principalmente a genitori ed insegnanti.

In rete non sono mancate le polemiche . C'è chi sostiene che, a fronte dei dati crescenti sul consumo di sostanze, lo "Zar anti-droga" di casa nostra dovrebbe "lasciare", non "raddoppiare"(leggi), con annessi consigli a come meglio spendere i soldi pubblici. A stretto giro arriva la risposta governativa, che accusa chi critica l'utilità di questi strumenti e il fallimento delle politiche di contrasto alle droghe nell'ultimo decennio, di fare solo disinformazione suggestiva e dannosa (leggi). 

Queste le polemiche, al netto delle quali rimangono i fatti, che sono poi le cose che contano davvero, quelle importanti: "fatti non pugnette, prechè i fatti mi cosano...(Palmiro Cangini dixit)".

 

E i fatti cosa ci dicono? Innanzitutto che affrontare il fenomeno del consumo di sostanze psicoattive è questione complessa, che non può essere semplificata adducendo come unica motivazione al non-fare o al non-usare la pericolosità di questa o quella sostanza. Affermazioni scontate, per certi versi anche banali, ma poi la complessità va rielaborata e tradotta e i siti "istituzionali", non solo il nuovo portale Droganews, da questo punto di vista, purtroppo non brillano di certo. Oddio, ricchi son ricchi: valanghe di informazioni sui danni arrecati da qualsivoglia sostanza (anche quelle vidimate dai Monopoli di Stato...), decine di riferimenti a progetti e ricerche i cui esiti sono tutti positivi, ma che si sono svolti sempre da "un'altra parte" (leggi), banalità assortite (leggi), pleonastiche esortazioni a "tirare fuori il carattere che certo non ti manca"(leggi).

Insomma, all'apparenza non manca quasi niente, ma allora perché, visitando questo e altri siti, spesso si ha la stessa straniante sensazione che ci coglie immaginando un laboratorio asettico, ovattato, isolato, scollegato da quello che è la vita "vera". Non che manchino gli accenni alla complessità, anzi, ma il tutto sembra risolversi con logica semplificatoria che prevede, da un lato, la  moltiplicazione dei link personalizzati (cocainomane, alcolista, genitore, insegnante...) a cui rivolgersi,  dall'altro, leggi sempre più severe per punire chi sgarra. In mezzo, il nulla (o quasi...).

 

E' proprio vero che un  sito non fa primavera.

 

 

La redazione

 

 

 

 

 

 

 



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