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Mi si nota di più se...

Il tormentone ci arriva direttamente da uno dei più celebri registi italiani, Nanni Moretti  (va citato per esteso, si sa...). In Ecce Bombo, uno dei suoi primi film, il protagonista è autore di una telefonata in cui esterna tutti i suoi dubbi sull'opportunità di partecipare o meno ad una festa: vengo, non vengo, vengo ma sto in disparte, mi si nota di più se vengo o se non vengo.... (vedi) Beh, ad Alba (questa volta giochiamo in casa)  il dubbio è stato risolto ed il risultato è, veramente, sotto gli occhi di tutti. Stiamo parlando dello slogan pubblicitario che campeggia su enormi cartelloni agli ingressi della città e che potete ammirare anche voi nella foto che correda queste poche righe. Ad idearlo ed a commissionare la  "singolare" campagna, è un agriturismo della zona. Proporzionale alla grossa visibilità, è stata la polemica scoppiata in città. Telefonate di cittadini indignati alle forze dell'ordine ed ai Servizi, articoli sui giornali locali e rimandi sulla stampa nazionale, passanti e automobilisti che rallentano e guardano, alcuni sghignazzano altri scrollano la testa. I proprietari dell'agriturismo, e non potrebbe essere altrimenti, si dichiarano soddisfatti per la ricaduta pubblicitaria, ma anche sorpresi e dispiaciuti per le polemiche in cui si sono trovati coinvolti.

 

 

Anche al nostro interno c'è stata una micro frattura tra favorevoli e contrari, ma non è su questo che vorremmo focalizzare la vostra attenzione, è altro quello che ci interessa. Così come è stato ribadito anche a chi ci chiedeva un parere più o meno istituzionale, una volta terminato il simpatico giochino del pro e del contro si potrebbe approfittare dell'occasione per discutere e confrontarsi sul tema del consumo critico e consapevole. Tema che noi sappiamo essere sempre più di stretta attualità e che si presta ad interpretazioni e posizionamenti spesso tra loro inconciliabili. Quello che sta succedendo ad Alba in questi giorni ne è l'ennesimo esempio. E' bastato invertire uno slogan, dando valenza al consumo di alcool piuttosto che alla guida come invece si è soliti fare, per far gridare allo scandalo e dividersi in fazioni.

Certo, se si pensa all'ipocrisia standardizzata e strumentale delle avvertenze microscopiche negli spot degli alcolici, quel "bevi responsabilmente" inserito per legge, i cartelloni in questione hanno almeno il pregio di una maggiore chiarezza e, per qualcuno, di un adesione alla realtà molto meno ambigua. D'altra parte comprendiamo che il bere preceduto dal "devi", diventa quasi una prescrizione sociale, una priorità da soddisfare e da anteporre a tutto il resto, quindi pericolosa. E poi ancora, Alba, e così il territorio che la circonda, per storia e tradizione è una città "bagnata" nel vino; gli autori della campagna hanno dichiarato che tra i loro obiettivi c'era anche la sensibilizzazione del buon bere a fronte delle più recenti campagne che sembrano invece volte a demonizzare quest'antica abitudine. Tutto ciò, però, come lo conciliamo con i nuovi stili del bere, con il binge drinking e i beveroni da sfascio immediato?  

Insomma, gli argomenti non mancano, e noi cercheremo di inserirci nel dibattito. Fateci sapere cosa ne pensate, si nota di più se...   

 

                                                                             La Redazione    



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