26 Giugno 2009, giornata mondiale contro la droga. Scendono in campo i campioni del calcio nostrano, arruolati per l'ultima campagna governativa (vedi). Sfilano in ordine sparso Maldini, Delpiero, Zanetti, Kakà, Cordoba, Jiulio Cesar, tutti in fila a recitare un messaggio chiaro, definitivo oltre che scontato: non ci si deve drogare, fa male e, soprattutto, impedisce ai giovani di diventare uomini e atleti di successo (ormai sembra essere l'unico modello di riferimento). Tutti tranne uno, lui il mitico Rino Gattuso, per amici e tifosi RINGHIO! D'altronde lui è un generoso, non molla mai, al massimo si concede un "aiutino" energetico (vedi). Al capitano coraggioso di mille battaglie non si può affidare una missione banale come "Drugs are bad": ci vuole qualcosa di più impegnativo, volendo anche più scabroso, sicuramente più scivoloso (ma tanto si sa che con i tacchetti...). Lui è il prescelto per trattare quell'argomento che tanto ha fatto (e fa) dannare fior di specialisti, operatori, legislatori: la RIDUZIONE DEL DANNO. Serve, non serve, e l'etica dove la mettiamo, per non parlare poi dei rischi e dei comportamenti correlati. Anni di domande rimaste sospese, di risposte evasive, di strategie contraddittorie e di scontri ideologici, e poi si scopre che bastava così poco per risolvere la diatriba: un buon bicchiere di vino con mamma e papà e via...all'allenamento (in bici, però, altrimenti la patente...).
P.S. Per chi fosse interessato alla visione degli spot della campagna, sono presenti sul sito del Governo Italiano (vai al sito).
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